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Cosa soni i tumori cerebrali?

I tumori cerebrali sono crescite anormali di tessuti dentro il cranio e si

dividono in due categorie:

Tumori primitivi che nascono direttamente nel cervello.

Tumori metastatici o secondari quando le cellule cancerose arrivano

al cervello da neoplasie originarie di altre parti del corpo

umano (polmone, rene, cute, mammella, ecc.).

I tumori cerebrali possono essere benigni o maligni.

Tumori primitivi

In molte parti del corpo, i tumori benigni non sono pericolosi. Questo non avviene necessariamente nel cervello perchè il cervello é confinato all'interno dei rigidi confini ossei della scatola cranica: pertanto, ogni accrescimento anomalo é destinato ad esercitare una pressione sui tessuti sensibili del cervello alterandone le funzioni.

Inoltre, ogni tumore localizzato nelle vicinanze di strutture vitali, mette in pericolo la vita dell'individuo direttamente o indirettamente con la conseguente necessità di interventi chirurgici che rappresentano comunque un momento di rischio in funzione di eventuali lesioni ai centri nervosi che risiedono nel cervello.

Tumori maligni

I tumori cerebrali maligni, essendo privi di margini, infiltrano e distruggono il tessuto sano circostante. Tuttavia, a differenza dei tumori maligni di altre parti del corpo umano, molto raramente danno metastasi.

Come viene misuratala gravità della malignità di un tumore cerebrale?

La malignità di un tumore del cervello viene misurata in gradi che si basano (a) sull' aspetto al microscopio, (b) sulla tendenza all'infiltrazione dei tessuti sani e (c) sulla velocità di accrescimento.

I tumori di grado 1 sono benigni, crescono lentamente e non infiltrano il tessuto sano circostante.

I tumori di grado 2 hanno una bassa malignità ed un accrescimento lento, possono infiltrare il tessuto sano cerebrale circostante e recidivare: le recidive sono spesso caratterizzate da un grado più alto.

I tumori di grado 3 sono maligni: sono formati da cellule anormali che si moltiplicano attivamente e infiltrano il tessuto circostante determinandone la distruzione. Le recidive sono frequenti e frequentemente di grado più alto.

I tumori di grado 4 sono i più aggressivi: si moltiplicano rapidamente ed infiltrano diffusamente, distruggendo il cervello sano circostante.

Quali sono i sintomi principali di un tumore cerebrale?

Ipertensione endocranica

La cefalea é la manifestazione più comune, sia inizialmente che in corso della malattia. La cefalea da tumore cerebrale é intermittente e non pulsa. Essa é più intensa alla mattina e migliora nel corso della giornata. Essa può svegliare la persona nel sonno e può intensificarsi nei cambiamenti di posizione del capo. Altre sue manifestazioni sono nausea, vomito, disturbi visivi, affaticamento

fisico e mentale, turbe comportamentali, scostamenti dell'umore,perdita di memoria e di interesse, stato confuso quale sonnolenza e turbe del linguaggio.

L'ipertensione endocranica é dovuta a

(1) accrescimento del tumore all'interno della scatola cranica,

(2) blocco della circolazione del liquor che scorre dentro ed attorno il cervello e/o
(
3) aumento di volume del cervello attorno al tumore a causa di un accumulo di acqua (edema).

Comparsa di convulsioni.

Perdita graduale dei movimenti o della sensibilità in un arto.

Perdita dell equilibrio e della coordinazione dei movimenti.

Perdita dell'udito con o senza vertigini.

Amenorrea (scomparsa delle mestruazioni) oppure infertilità.

Come viene diagnosticato un tumore cerebrale?

Per disgnosticare il tumore cerebrale vengono effettuati i seguenti esami diagnostici:

Esame Neurologico

Controllo dei movimenti e dei riflessi oculari, dei riflessi generali, dell'udito, della sensibilità, dei movimenti, dell'equilibrio e della coordinazione.
 
Esame Radiologico

Tramite Tomografia Computerizzata (TC) o Risonanza Magnetica Nucleare (RMN) che adoperano tecniche computerizzate per ricreare l'immagine del cervello. L'iniezione di uno speciale materiale

di contrasto evidenzia il tessuto anormale, facendo risaltare alterazioni della barriera emato-encefalica (BEE), ovvero di quella barriera fisiologica che separa l'encefalo dal restante organismo, e dalla irrorazione sanguigna.

Tomografia computerizzata (TC)

La Tomografia computerizzata (TC) sfrutta un sofisticato apparecchio a raggi X ed un computer per creare un quadro dettagliato dei tessuti e delle strutture del corpo. Il paziente viene adagiato su di

un lettino scorrevole che scivola all'interno di un tunnel. La macchina TC ruota attorno alla testa in modo che i raggi possano penetrare nel cervello da tutte le direzioni

Risonanza Magnetica Nucleare (RMN)

La Risonanza Magnetica Nucleare (RMN) é sempre una macchina a forma di tunnel dentro cui il paziente giace su una tavola. L'immagine viene creata utilizzando le variazioni di campo magnetico

attraverso impulsi di radiofrequenza inviati all'area di interesse. A differenza della Tomografia Computerizzata (TC) non vengono usati raggi X.

Angiografia

L'angiografia é una tecnica utilizzata per evidenziare la presenza e la posizione dei vasi sanguigni nel cervello. Dopo l'iniezione di un mezzo di contrasto in un'arteria, l'apparecchio radiologico

evidenzia la morfologia e l'eventuale dislocazione dei vasi nel cervello indicative di patologia.

Biopsia

La biopsia é una procedura chirurgica per mezzo della quale un piccolo frammento di tessuto viene prelevato dal tumore per determinarne l'esatta natura al microscopio da parte di un anatomopatologo.

Una tecnica particolare é la biopsia stereotattica, che consiste in un prelievo di un piccolo frammento di tessuto effettuato con ago attraverso le ossa del cranio nel punto del cervello in cui é situata la neoplasia. La localizzazione del bersaglio viene effettuata per mezzo di un computer che si basa su calcoli eseguiti sulle indagini neuroradiologiche. Questo intervento viene effettuato

senza anestesia, in quanto il cervello é insensibile.

Puntura Lombare

La puntura lombare viene effettuata per ottenere un campione di liquor o liquido cefalo-rachidiano. Il campione viene esaminato in laboratorio per determinare l'eventuale presenza di cellule tumorali,

infezioni, sangue e proteine.

Che cosè la brachiterapia?

La Brachiterapia é una tipo di terapia in cui le radiazioni provengono da sorgenti radioattive

(radioisotopi) posti direttamente nel tessuto tumorale.

Queste sorgenti sono inserite nel tumore, attraverso un foro effettuato nella teca cranica, normalmente in anestesia locale. Tali radioisotopi possono essere lasciati permanentemente nel cervello oppure venire rimossi dopo alcuni giorni quando é stata raggiunta la dose prescritta. In questo caso é necessario il ricovero per pochi giorni in stanze protette.

Questa tecnica permette di somministrare dosi più elevate di quelle convenzionali, ma può essere sfruttata solo per piccoli tumori poco vascolarizzati. Attualmente questa procedura é poco utilizzata

e viene solitamente sostituita da altre tecniche poco invasive.

In che cosa consiste la radioimmunoterapia?

Consiste nelle somministrazione direttamente nel tessuto tumorale o per via sistemica, di anticorpi monoclinali legati ad un isotopo radioattivo (Iodio-131, Ittrio-90). Tra gli anticorpi il più utilizzato,

nei glomi maligni, é quello antitenascina, un antigene presente nello stroma dei tumori gliali, ma assente nel cervello sano. Il complesso anticorpo-radioisotopo si concentra nelle cellule tumorali

distruggendole, risparmiando però il tessuto sano al quale l'anticorpo non si lega. Per la bassa penetrazione dei radioisotopi utilizzati vengono perciò irradiate solo le cellule neoplastiche vicino a

cui si concentra il radiofarmaco. Pertanto la radioimmunoterapia viene preferibilmente proposta, dopo l'intervento chirurgico, quando rimangono piccoli residui di malattia.

Quali sono i principali effetti collaterali della radioterapia?

La radioterapia causa nella maggior parte dei pazienti la caduta dei capelli nell'area irradiata. Quando i nuovi capelli ricrescono sono spesso più deboli e possiedono un colore diverso da quello originario. In molti casi la perdita é permanente.

Nell'area irradiata sono comuni le reazioni cutanee come arrossamento, secchezza della cute e prurito, che comunque regrediscono al termine della radioterapia.

Per ridurre questi disturbi potrà essere applicata due volte al giorno una pomata consigliata dal medico curante. I capelli possono essere lavati usando shampoo neutro e acqua tiepida.

E' importante proteggere la testa dal sole e non usare indumenti che possano causare irritazioni.

Alcuni pazienti possono accusare nausea e stanchezza per alcune ore dopo il trattamento é importante riposare se ci si sente affaticati, ma nei limiti delle effettive possibilità é consigliabile mantenere una vita ragionevolmente attiva.

Durante la terapia alcune persone potrebbero accusare mal di testa o altri sintomi presenti all'inizio della malattia, come difficoltà a parlare, riduzione della forza o della sensibilità agli arti, senso

di incertezza nel camminare.

Questi disturbi sono dovuti ad un rigonfiamento (edema) del cervello causato da un accumulo di liquidi nella zona sottoposta ad irradiazione:

il medico radioterapista consiglierà in questi casi l'assunzione di farmaci come il cortisone che ridurranno questi sintomi.

Talvolta, dopo 4-8 settimane dal termine della radioterapia puo' insorgere stanchezza con perdita dell'appetito. Questi sintomi possono durare alcune settimane e di solito scompaiono da soli.

Il trattamento chemioterapico endovenoso é doloroso?

In genere la puntura dell'ago dà la medesima sensazione di quella per il prelievo di sangue. Tuttavia il malato, a volte, sente calore lungo il tragitto della vena. Se si ha una sensazione sgradevole

(dolore, bruciore) o si nota la comparsa di una macchia blu o di una bolla dolorosa nel punto di inoculo, questo può essere dovuto all'uscita del medicamento dalla vena. Bisogna allora chiamare l'infermiere per arrestare l'iniezione. Al fine di assicurare il passaggio del medicamento con tutte le precauzioni, si raccomanda in genere di porre un catetere oppure un sito impiantabile.

Quest'ultimo é una piccola boccettina, impiantata sotto la pelle ed in comunicazione con una vena che permette la somministrazione indolore e in massima sicurezza del chemioterapico, ed evita punture ripetute e l'usura delle vene.

Il trattamento chemioterapico endovenoso può avvenire attraverso il posizionamento di:

catetere venoso periferico nel braccio a breve permanenza (4- 5 giorni).

catetere centrale venoso tunnellizzato o collegato ad un serbatoio impiantabile nel sottocute (regione sottoclaveare) a permanenza prolungata (18-24 mesi).

Questo dispositivo permette la somministrazione indolore e con la massima sicurezza del chemioterapico ed evita le punture ripetute nonché l'usura delle vene.

Il trattamento chemioterapico può avvenire attraverso puntura lombare (intrachideo)?

Il trattamento chemioterapico nel liquido cefalo-rachidiano può avvenire attraverso:

punture lombari ripetute.

posizionamento in anestesia locale di un catetere nei ventricoli cerebrali, collegato a serbatoio impiantabile sottocute del cranio. Questo trattamento permette la somministrazione indolore

del chemioterapico.

La chemioterapia può essere somministrata per via arteriosa?

In certi casi il farmaco chemioterapico deve essere iniettato nelle vicinanze del tumore per mezzo di un catetere posto in un'arteria cerebrale. Questo trattamento viene effettuato in anestesia locale,

dopo iniezione in un'arteria della piega dell'anca.

Quale é la durata di un trattamento e quale la frequenza?

Non vi é una regola generale. In genere la chemioterapia viene somministrata ogni 4-8 settimane per un periodo dai 12 ai 18 mesi. Numerosi metodi di ospedalizzazione sono possibili.

In genere sono trattamenti effettuati in contesto ambulatoriale (day hospital).

Si possono assumere altri medicamenti contemporaneamente?

Si può sempre avere una reazione fra un medicamento ed un altro.

E' necessario pertanto interpellare il medico per verificare l'effettiva compatibilità tra chemioterapici e altri medicinali.

Quale regime dietetico é più opportuno durante il trattamento chemnioterapico?

Un regime dietetico equilibrato é fondamentale

E' dimostrato che un malato sottoposto ad un regime dietetico equilibrato sopporta meglio la chemioterapia.

Un regime equilibrato significa una dieta ricca in calorie, in proteine ed in vitamine per mantenere costante il peso ed una buona funzionalità d'organo (pelle, muscoli ecc.).

E' consigliabile inoltre evitare l'eccessivo aumento ponderale che può verificarsi durante l'assunzione di cortisone.

Medici, infermieri e dietiste sono sempre preziose fonti di utili suggerimenti per una buona alimentazione e corretto stile di vita.

In caso di scarso appetito e di perdita di peso é consigliabile fare numerosi pasti leggeri.

E' utile l'attività fisica in quanto stimola l'appetito.

Il vino, in modica quantità non é proibito, anche se certi medicamenti sono assolutamente incompatibili con l'alcool.

 

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